Mausoleo di Lucio Munazio Planco

Parco di Monte Orlando

Alla sommità di monte Orlando sorge il Mausoleo di Lucio Munazio Planco edificato intorno al 22 a.C. come sepoltura monumentale del brillante generale di Cesare nato a Tivoli intorno all'86 a.C., il quale - oltre alle tante imprese e le cariche ricoperte in vita - propose per Ottaviano il titolo di “Augusto”. La tomba di forma cilindrica risulta essere tra le sepolture di tale tipologia meglio conservate dell’intera romanità. Il mausoleo, alto oltre 13 metri, presenta un paramento esterno in opera quadrata; nella parte sommitale, sotto la modanatura, è presente un fregio dorico lungo l’intera circonferenza di circa 93 metri: le metope rappresentano le gesta e le onorificenze di Planco, il quale combatte' accanto a Cesare in Gallia e nella guerra civile' e alla sua morte sostenne prima Antonio e poi passò dalla parte di Ottaviano.

Sintetizza la vita del personaggio l'epigrafe sull'ingresso: “Lucio Munazio Planco, figlio di Lucio, nipote di Lucio, pronipote di Lucio, console, censore, due volte imperatore, membro del collegio dei Settemviri Epuloni, trionfatore sui Reti, ricostruì il tempio di Saturno a Roma con le spoglie di guerra, divise le terre in Italia presso Benevento, fondò in Gallia le colonie di Lione e Basilea”. Varcato l’ingresso, la tomba mostra un corridoio anulare che collega le quattro celle dove nel tempo sono stati esposti numerosi reperti marmorei. Nella prima cella è presente una copia di statua di generale romano, da molti identificato come Planco. Il luogo doveva accogliere, in una nicchia, l'urna con i resti del console romano. L’ambiente presenta tracce di una doppia volta per accogliere sopra una cisterna. Uscendo dalla cella, proseguendo a destra, si trova il secondo ambiente, che oggi ospita una serie di capitelli di varia fattura e datazione.

Nella terza cella sono presenti, due reperti epigrafici, uno romano e uno medievale, oltre a materiale lapideo probabilmente proveniente dal mausoleo di Atratino. Nell’ultima cella si rintraccia il muro che doveva chiudere le spoglie di un defunto. 

 
 
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