Visite guidate

GAETA MEDIEVALE

Santuario della SS. Annunziata, SS. Rosario, S. Domenico, Succorpo del Duomo
Raduno Piazza SS. Annunziata
date da definire
 
 

TI MANDO A GAETA! - sulle tracce del carcere militare

Raduno Salita del Castello
date da definire
 

“I Tesori dell’Arte” grazie alla disponibilità dell’Università degli Studi di Cassino e del Lazio Meridionale, apre al pubblico, con due appuntamenti nel mese di agosto, lo storico castello che è stato protagonista di mezzo millennio di storia gaetana.

Il cosiddetto castello angioino, di fatto un’edificazione quasi esclusivamente aragonese, è ben collocato nell’immaginario collettivo quale carcere militare.

TI MANDO A GAETA! Questa minaccia ha tenuto sotto schiaffo tutti i maschi italiani dalla fine dell’800 fino agli anni Ottanta dello scorso secolo. L’intimidazione di una reclusione nel carcere militare, in alcuni casi si concretizzava in un periodo più o meno lungo di reclusione in una caserma di Gaeta: il cosiddetto castello angioino o l’ex convento di San Michele Arcangelo.

“Vigilando redimere” era il motto del carcere militare dove per reati più o meno gravi si veniva reclusi per espiare la pena per poi quasi sempre ritornare in servizio.

Nelle medesime strutture carcerarie, per la precisione nel versante sud-orientale del castello angioino, insisteva il braccio “ex ufficiali”, dove vennero rinchiusi i graduati italiani insieme con i famigerati nazisti Herbert Kappler e Walter Reder, responsabili, rispettivamente, della strage delle fosse Ardeatine e del rastrellamento del Quadraro il primo, e degli eccidi di S. Anna di Stazzema e di Marzabotto il secondo.

Kappler nel 1976, per un tumore al Colon, verrà ricoverato presso l’Ospedale Militare del Celio, da dove fuggirà a ferragosto dell’anno dopo in circostanze mai chiarite.

Reder riceverà la grazia nel 1985 e lascerà definitivamente vuoto il braccio ex ufficiali dell’angioino.

Un discorso a parte meritano coloro che per motivi di credo religioso vennero rinchiusi nel carcere militare di Gaeta, per la stragrande maggioranza nel castello angioino: i testimoni di Geova che si dichiaravano obiettori di coscienza già decenni prima dell’istituzione di una norma che garantiva i loro diritti. I testimoni di Geova venivano trattati alla stregua dei renitenti alla leva, cioè coloro che non si presentavano al distretto militare per le visite di leva, o non raggiungevano la destinazione assegnata per il servizio.

Oggi, accedere all’interno del castello inferiore di Gaeta permetterà di realizzare un viaggio nella storia del castello stesso e nelle storie di coloro che nel castello hanno garantito nei secoli la salvaguardia della fortezza o hanno svolto il loro servizio militare all’interno del carcere.

Entrare nel castello angioino sarà l’occasione per ricordare, oltre alle storie di carcerati e carcerieri, le figure di Federico II di Svevia che fece costruire un primitivo castello subito distrutto; Alfonso d’Aragona l’effettivo costruttore del castello; Maria Sofia e Francesco II ultimi sovrani “regnanti” su Gaeta. Una lezione di storia da non perdere per gli appassionati del Meridione d’Italia.

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Andremo alla scoperta di alcuni edifici per capire la storia della città:

entreremo nelle chiese dell'Ulivo, del Rosario, in S. Domenico e nella Terra Santa;

illustreremo dall'esterno le chiese di Santa Caterina, San Benedetto e S. Lucia;

termineromo il percorso in S. Giovanni a mare e nella Cripta del Duomo


 

 

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POSSIBILITA' DI ITINERARI PERSONALIZZATI

con mete, percorsi e tematiche specifiche

 
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