Terra Santa di San Domenico

La Confraternita del SS. Rosario, eretta canonicamente il 4 settembre 1607, aveva tra i propri compiti il pietoso rito di dare sepoltura ai propri adepti. Per avere maggiore disponibilità di spazi, nel 1747 venne costruita sotto il complesso monastico di San Domenico una cappella ad uso Terra Santa al fine di seppellire parte dei propri confratelli.

L’attuale scala di accesso è il risultato di una serie di vicissitudini conclusesi nel 1853, ma in ogni caso la cappella è stata utilizzata per le sepolture dalla fondazione fino al 1808????, salvo eccezioni.

La pianta del piccolo cimitero è organizzata su tre navate con tre campate, quindi l’intera copertura si regge su quattro pilastri che scandiscono l’intero luogo ambiente e l’altare è posto ortogonalmente rispetto all’ingresso. Oggi su ogni mensola è posto un cranio con 2 femori. Nella navata di destra sono presenti due riquadri di terra dove inumare i defunti, mentre al centro del pavimento è la botola ossaria. Le pareti presentano una serie di mensole in pietra che dovevano sorreggere piani in legno. Tra gli oltre settanta teschi esposti, ne figurano alcuni con una lamina metallica a forma di croce applicata sulla parte frontale, probabilmente il segno distintivo degli ecclesiastici. Sulla parete di fondo vi è una teca che conteneva un corpicino imbalsamato oggi scomparso: sulla teca un’epigrafe del 1861 da tutti i riferimenti confermati anche dai dati d’archivio. Nella teca sono rimasti una serie di oggetti: un cuscino imbottito di foglie, una cuffia con il bordo ricamato, una ghirlanda di fiori finti per i capelli, vari elementi dell’abitino e le calze.

I resti mortali esposti nella Terrasanta sono uno spunto di riflessione sulla caducità della vita, sulle vanità terrene e sull’inutilità dell’attaccamento degli uomini alle fattezze esteriori: “Memento mori”.