Mausoleo di Lucio Sempronio Atratino

Via Atratina

Sull’omonima collina sorgono i resti della sepoltura, notevolmente danneggiata, del prefetto della flotta di Antonio, Lucio Sempronio Atratino. Anche Atratino passò al fianco di Ottaviano e divenne proconsole in Africa dove affrontò con successo la ribellione dei Mauri. Morì suicida intorno al 20 a.C. La tomba, alta circa 14 metri e con una circonferenza di 114, nel medioevo divenne “cava” per i blocchi di opera quadrata da utilizzare per la vicina scalea della chiesa di Porto Salvo, per altri edifici medievali e, soprattutto, per la prima parte del campanile del Duomo, dove si riscontrano numerose epigrafi, modanature, metope e triglifi. Durante l’assedio del 1815 subì un’esplosione all’interno che provocò la distruzione del lato nord. La struttura originaria doveva essere molto simile al mausoleo di Planco, ma con un volume maggiore; le celle funerarie erano tre, disposte a croce, completava lo spazio interno una cisterna. 

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