Chiesa della Santissima Addolorata

Via Annunziata

Il monastero della SS. Addolorata insiste sulla struttura dell’antica chiesa di S. Gregorio papa citata in un documento del Codex Diplomaticus Cajetanus (1012). Nel 1720 Andrea del Sole lascia in eredità al vescovo di Gaeta il complesso adiacente la chiesa per realizzarne un ritiro per donzelle. Ma il 1 marzo 1762 la chiesa divenne cappella dell’adiacente Seminario. Nel 1771 divenne il luogo di culto annesso al Ritiro delle donzelle con il titolo di San Raffaele (soppresso l’8 aprile 1809 con decreto di Gioacchino Murat). Subito dopo nel complesso conventuale venne nuovamente accolto il Seminario. Nel 1841 nello stabile viene fondato un Ritiro di Monache di clausura (Mantellate) sotto il titolo di Maria SS. Addolorata. Al convento venne abbinato un Convitto per donzelle appartenenti alla nobiltà e agli ufficiali del presidio militare, l’epigrafe sulla facciata della chiesa risale a questa fase della struttura. L’intero complesso religioso subisce un radicale restauro durante il regno di Ferdinando II di Borbone il quale fece decorare con motivi neoclassici l’intera chiesa: dagli stucchi delle volte, all’altare maggiore, dai pavimenti alle lesene, dalla corona della Madonna alle campane.

Il 18 maggio 1900 il comune diviene il proprietario della struttura, ma il 20 marzo 1905 l’intero complesso viene acquistato dalle Suore Crocifisse Adoratrici di Gesù Sacramentato: da quella data la chiesa e l’intero complesso conventuale è tenuto in vita e gestito in maniera impeccabile dalle suore.

L'ingresso e la facciata della chiesa risalgono al 1855.

L’interno della chiesa mostra, nella prima campata, un ribassamento per lasciare spazio al di sopra alla cantoria dove è presente l’organo realizzato da Giuseppe Rotelli (1907).

A sinistra del presbiterio si trova la "Cappella di S. Filippo Benizzi", patrono delle monache Mantellate.

Il presbiterio è chiuso da una balaustra in marmo. Sull’altare è conservata la statua dell’Addolorata (sec. XVIII-XIX) con ai lati i simboli della passione di Cristo. A lato del presbiterio si apre una porta con spioncino e grata, retaggio del periodo di clausura.

Al di sopra del presbiterio a destra, Ferdinando II fece aprire una finestra per poter partecipare alle celebrazioni religiose, direttamente dal palazzo reale adiacente senza essere visto.

Nel convento ancor oggi le suore si adoperano per confezionare le ostie per le celebrazioni religiose.

 
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